martedì 9 luglio 2013

Le 10 Regole da conoscere Prima di Criticare una Fotografia

Le 10 regole da conoscere PRIMA di criticare una fotografia.

1) E' una critica propositiva?
La prima domanda da porsi, anche in ordine di importanza, è se il commento critico che si sta muovendo offre dei propositivi migliorativi, una nostra visione personale con un consiglio su come poter migliorare nella tecnica fotografica quel tipo di immagine.
Un commento negativo fine a se stesso, per esempio, non ha quasi mai senso di esistere.

2) Preferiresti stravolgere quell'immagine? 
Se la critica velatamente o apertamente fa capire che avremmo preferito fosse un' altra foto, la critica è inutile per definizione, perchè semplicemente stiamo dicendo che non ci piace e volevamo vedere altro, non stiamo offrendo alcuna idea di miglioramento sul tema. Se osserviamo la foto di un fiore in controluce e suggeriamo di fotografare una pianta con la luce alle spalle entriamo in questa casistica.

3) Il posto dove stiamo per criticare la foto è un palco adatto a questo fine?


Ci sono siti appositi dove gli utenti si iscrivono proprio per ricevere critiche costruttive ed
altri, per citarne uno su tutti Facebook (fatto salvo per alcuni gruppi specifici) dove la fotografia non è il motore portante del tema critica, ma semplicemente gli iscritti condividono le foto per il piacere di farlo e si suppone che chi le osservi lo faccia con la stessa finalità positiva. Muovere un commento critico in tali platee, ancor peggio se negativo, ha lo stesso sapore di criticare un vino che ci viene offerto durante una cena, magari non ci piace, ma basta non berlo.

4) Soddisfatte le prime tre regole, se siamo davvero intenzionati a muovere una critica, ci
dovremmo domandare se: abbiamo una buona conoscenza della tecnica utilizzata per creare l'immagine che stiamo per commentare?
Perchè se è vero che ognuno può esprimere un pensiero di gradimento personale su di una fotografia molti pensano sia  altrettanto vero che per criticare una immagine è necessario  conoscerne gli schemi ed i percorsi di realizzazione. Lo stesso motivo per il quale gli allievi di un corso attendono che siano i loro docenti a correggere i loro compiti o altri allievi già esperti.

5) Ti sottoponi alla critica con la stessa apertura con cui la poni?
Questa è una riflessione molto personale, ma secondo me un passaggio di autoanalisi che andrebbe fatto, serve a proprio a farci capire se abbiamo esperienza e capacità nel ricevere ed accettare critiche. Se la risposta è si quasi sicuramente abbiamo anche tatto e padronanza nel porle, se la risposta è no occorrerebbe domandarsi se siamo capaci di porre una critica con il giusto tatto e modo.

6) Hai mai eseguito e pubblicato immagini della stessa tipologia di quella che intendi criticare?

E' sempre vero il pensiero che non serve saper essere un musicista per apprezzare la buona musica, come non serve essere uno chef per apprezzare la buona cucina, ma per dare consigli di cucina si, come per correggere costruttivamente un musicista che suona per esempio un'ottava sotto, quindi nella fotografia avere realizzato quello che stiamo per commentare, oltre a conoscerne la tecnica, è motivo di capacità critica, differentemente possiamo solo avere un'idea, del tutto personale, su quello che potrebbe essere per noi un percorso migliore, ma di fatto nulla di certo. Se vogliamo esprimerla è bene usare il solo tempo condizionale, mai l'imperativo.

7) Consideri il tuo livello e percorso fotografico almeno uguale o più avanzato dell'autore della foto che stai per criticare?
Anche qui vale la regola di sopra, ma spesso per non incappare in brutte figure e confondere la tecnica usata per imprecisione vale la pena conoscere le regole
fotografiche, magari anche i motivi creativi che hanno spinto a quel tipo di risultato. Tanto quanto quando si ricevono critiche da chi non la vede come noi vale la pena non immolare tutte le nostre foto in nome dell'arte, altrettanto si pretende che chi ci commenta abbia un aggancio pratico e funzionale alle osservazioni che sta muovendo. E' un equilibrio delicato perchè la linea di confine tra le scelte creative è sottile, ma si percepisce quasi da subito in quale direzione volga la discussione, sta al vostro buon senso quindi guidarla.

8) Stai per muovere la critica in una bacheca o forum pubblico?
Spesso nei luoghi virtuali pubblici sembra sia più importante la voglia di competizione che di crescita ed inevitabilmente quelle che potrebbero essere discussioni costruttive si trasformano in arene. Vi regalo un trucco che uso da tempo per il mio miglioramento personale, è un filtro quasi infallibile che permette allo stesso tempo di eliminare la fuffa e conservare le critiche (e le persone!) valide. Provate a spostare la discussione in privato, vedrete subito che chi ha argomenti e voglia di costruire resta, chi ha voglia di distruggere scompare. Semplice ed avete ottenuto il risultato. Se siete dalla parte di chi critica la regola è inversa, se volete sortire i migliori risultati, arrivando anche a critiche più dirette, il canale privato, se il forum prende una brutta piega, è sempre quello più costruttivo e diciamo anche... maturo.

9) In ultima analisi: conosci la persona che ha pubblicato la foto che vorresti criticare? 
Se la risposta è si ( ma oserei dire in ogni caso )  poniti la domanda se pensi davvero che quel tipo di critica, per quel tipo di persona, sia adatta al suo miglioramento? Immaginati come potrebbe reagire ad una tua critica e pensa al modo migliore di porla, questo tipo di attenzione è un atteggiamento che si ripaga da solo, stanne certo.
Risponditi in modo sincero a
questa domanda, perchè se anche solo questa risposta è negativa e la critica che stai per muovere pensi non serva al suo miglioramento, non varebbe la pena di scriverla.

10) Tutte le buone regole sono sempre dieci, allora la decima dovevo metterla per forza :-) , anche se non è una regola, ma una riflessione. Spero vivamente si capisca che il messaggio non è "devi sempre dire che tutte le foto sono belle" , ognuno può conservare i propri pensieri personali sulle immagini che vediamo, possono piacerci o meno, possiamo trovarle belle oppure brutte. Queste regole sono state scritte per chi ha l'abitudine o desidera criticare le immagini di amici, conoscenti o sconosciuti.
Migliorando il nostro sistema di critica miglioriamo i rapporti con l'autore dell'immagine, il suo modo di porsi a noi, il nostro scambio bilaterale e di conseguenza miglioriamo noi stessi. Pensateci.

E adesso, se ancora sei dell'idea, buon senso critico!

domenica 13 gennaio 2013

Recensione Trigger YONGNUO YN-622C





Saranno finalmente arrivati i trigger che mettono pace nel mondo lampista? Eccomi al test ed alla recensione dei "Peacemaker" tra i dispositivi di controllo flash: YONGNUO YN-622C.



Escono ad un valido rapporto qualità prezzo, si contestualizzano in una fetta di mercato ormai zeppa di trigger di ogni marca e modello, alcuni di loro con caratteristiche simili, ma questo sembra essere uno tra i pochi a promettere : sincronizzazione con supporto ETTL II , controllo manuale, scatto ad alta velocità HSS, oltre che una distanza di tramsissione di 100mt.

Se tutto funziona contenti gli utenti Canon, per i quali il trigger è ad oggi, gennaio 2013, l'unico brand per il quale la casa nipponica Y. li ha messi a disposizione.

Li ho acquistati in Italia e mi sono arrivati in un due giorni, disimballo il prodotto e comincio a prenderci un pò di confidenza, le prime impressioni:

  • sono più grandi come volume rispetto agli altri che possiedo e che ho testato, ma non rappresenta un problema, in quanto vanno utilizzati o sul flash, che non è più piccolo di loro o sulla fotocamera, idem
  • mi aspettavo fossero compatibili con le pile ministilo (AAA) invece richiedono le stilo (AA) e questo già mi gratifica molto, perchè le stilo sono le pile che maggiormente possiedo, in quanto le stesse che uso nei flash speedlite e quindi questa cross-compatibility che mi permette di usare un solo gruppo di caricabatterie, ma soprattutto di avere con me sui set delle pile che posso interscambiare tra diversi dispositivi è una caratteristica molto favorevole e che potrebbe salvarmi in situazioni difficili, contando anche la generosa capienza degli ultimi modelli intorno ai 3.000mAh ognuna
  • la dotazione di serie è composta dal solo trigger, non mi aspettavo magari la batteria ma accuso la mancanza del cavetto sync, che permette l'interfacciamento dei trigger con dispositivi che hanno l'ingresso di comando dello scatto, ad esempio le teste flash da studio o quelle adatte all'uso anche in esterna. E' possibile però acquistarli separatamente e fortunatamente presentano gli stessi attacchi dei cavetti con terminale jack che utilizzavo sugli altri trigger. Sappiate però che se intendete interfacciare teste flash esterne, vanno procurati a parte.

  • altra piacevole sorpresa è scoprire che non v'è un modello trasmittente ed un altro ricevente, ma sono tutti perfettamente identici ed in maniera automatica riconoscono se sono posizionati su un flash e quindi si configurano come riceventi oppure se vengono installati sulla fotocamera e si configurano come trasmittenti, polivalenti ed intelligenti, good. Questo è un grande vantaggio, prendo per esempio la mia precendete configurazione, ovvero due trigger trasmittenti e quattro riceventi, i due tx perchè sicuramente è consigliato portarne uno di backup, i quattro rx calcolati su un utilizzo medio di tre flash assicurati più un quarto aggiuntivo o di backup. In questo modo invece è possibile , con 6 dispositivi, avere 1 trasmettitore e 4 flash utilizzabili e la possibilità di backup da qualsiasi dispositivi di essi nel caso di problemi sul trasmettitore o sul ricevitore, oppure addirittura utilizzare il dispositivo di backup per avere ben 5 dispositivi flash comandabili!
  • libretto di istruzioni solo in inglese, me lo sono letto tutto immediatamente, è molto ben fatto, chiaro e diretto, spiega con semplicità ogni singola funzione ed una comoda sezione di "troubleshooting" (problemi comuni) è riportata a fine libretto. Un punto a favore rispetto ad altri trigger della stessa collocazione di prezzo, con questo opuscolo molto completo e chiaro, per chi non conosce l'inglese diciamo che grazie alle foto a colori inserite, agli schemi che identificano i componenti è molto intuibile comprendere a cosa si riferisca e, nel caso, veloce inserire i termini nel Google translator (se qualcosa non vi è chiaro potete eventualmente chiedermelo in questo articolo)

PRIMO TEST CASALINGO
Sicuramente li proverò per bene ed aggiornerò questa recensione ma il desiderio di conoscere il modo di gestione, assicurarmi della perfetta compatibiità è tanto e quindi ci gioco un pò.
La prima cosa che colpisce di questi performanti giocattolini è la possibilità di gestirli dal menù della fotocamera stessa, wow... è un menù normalmente poco usato, perchè se monto i flash on-camera è più semplice e diretto usare i tastini funzione del flash stesso, quindi credo in pochi, anche se già possessori di flash esterni speedlite, conoscano bene il menù integrato, certo è che gestire tutto dalla fotocamera, anche e finalmente i flash esterni, da un senso di controllo assoluto... manuale e completamente creativo!

Inserisco le pile nei vani dei trigger, imposto il gruppo A per un Canon Speedlite 430 EX II (flash dato tra i compatibili di livello A, quindi completamente compatibili), per il gruppo B un altro SL 430EXII e per il gruppo C un Metz 48 Af-1 Digital (questo non è originale canon ma rientra tra i compatibili di livello A) , quindi ne monto uno sulla fotocamera, scegliendo per il test la Canon EOS 7D (compatibilità totale, livello A). Ricordo che come da specifiche costruttore è possibile usare anche flash compatibili, come gli stessi di casa Yongnuo decisamente appetibili a livello di prezzo ed alcuni dati come compatibili di livello A, alla pari degli originali Canon.

! Montate sempre i dispositivi a fotocamere a dispositivi trigger spenti, anche se "funzionerebbero lo stesso" preferite sempre un inserimento di questo tipo a quello "a caldo", vedrete che i vostri prodotti dureranno di più e presenteranno meno anomalie !

Accesi, tastino a slitta on-off senza scatto deciso ma con una buona escursione, quindi spero durevole, i tastini di selezione canale non li trovo così piccoli come definiti in altre recensioni di oltreoceano, ma anzi li vedo facilmente utilizzabili, il gruppo di uso è intuibile passando ciclicamente da A,B,C in sequenza, invece per i canali mi trovo a comprendere la corrispondenza numerica perchè, come ho già scritto, sono solito leggermi tutto il libretto di istruzioni ed è spiegato chiaramente quale sequenza/codice di led sia abbinato ai trigger.


...dai, se siete arrivati fin qui  a leggere vi meritate di guardare il video e rilassatevi godendo della mia "prima volta" con questo tipo di dispositivi :-)


VIDEO PRIMA ACCENSIONE

Una volta acceso il primo trigger , fa qualche lampeggio e poi si spegne il led, va in stand by credo, accendo anche gli altri e così faccio con quello sulla fotocamera. Entro nel menù , vedo che posso scegliere tra TTL / MANUAL e MULTI (supporta anche lo scatto strobo) , mettiamo un attimo da parte il TTL ed il MULTI , impostiamo su manuale. Impostiamo su A:B C , che mi permette di gestire tutti e tre i gruppi, così lascerò l'impostazione da ora in poi, tanto anche se non voglio usare gli altri gruppi, ed utilizzo solo il gruppo A, spengo i flash, ma lascio che dalla fotocamera io possa controllare tutti i dispositivi. Entro nella selezione della potenza dei flash e mi accorgo osservando il display dei flash che il comando viene immediatamente ricevuto, già mentre sto impostando. Mi accorgo che non sempre è così ma nella peggiore ipotesi comunque prima dello scatto i flash collimano la potenza con quanto da me selezionato, reattivi, buona cosa! Vedo che è possibile da menù cambiare il canale (ma solo fino a 3 mentre sui trigger è possibile fino a 7) e posso scegliere il gruppo anche dalla fotocamera, praticamente i trigger non li tocco più, mi piace questa cosa! Sorpresa delle soprese posso modificare anche la parabola del flash fino a 105mm .... ok basta, non desidero approfondire altro di quanto posso impostare, voglio scattare!

Prima di scattare faccio solo qualche prova per vedere che ad ogni mio comando il flash relativo cambi correttamente la potenza ed anche la parabola, per quest'ultima noto che cambiano tutti e tre i gruppi in modo similare, per ora va bene, anzi già mi sembra qualcosa di bello settarle manualmente, anche se tutte insieme, meglio che in TTL dove non può sapere la distanza di nessuno dei trigger e quindi nemmeno calcolarla.

La sopresa? La luce assist-af , assistenza autofocus, che proietta una griglia molto chiara sia dal trigger montato sulla fotocamera (essenziale) che, ulteriore sorpresa, anche dai trigger montati sui flash... potrebbe essere un ausilio. Proveremo anche questa per bene sul campo, ma già mi esalta cogliere l'attenzione a questa feature!

Partiamo al test, prima uno, poi due, poi tre insieme, ambiente di casa molto circoscritto ,distanza tra tx ed rx massima di due metri, una cinquantina di flash e nessun colpo perso, ogni settaggio preso immediatamente e correttamente.

Prova compatibilità tra flash, reattività, stabilità del sistema in queste condizioni superata a pieni voti. Le impostazioni dal menù wireless sono flash su prima tendina, no hss, manual mode.

Prova Disturbi Radio ed Interferenze
Questi dispositivi lavorano su 7 canali alla frequenza dei 2.4ghz, ad oggi molto trafficata, dove abito in molti hanno linee wi-fi che viaggiano proprio su queste frequenze, il motivo per cui ho scartato altri tipi di trigger era proprio per le "partenze non autorizzate" , quindi scatti di flash random comandati non da me ma da disturbi radio, in alcune zone più di altre. Per massimizzare questi disturbi ho attivato diversi apparecchi installando le antenne vicine ai trigger ed ho utilizzato i trigger stessi durante la ricetrasmissione di questi diversi apparecchi operanti alla stessa frequenza dei 2.4ghz. I trigger hanno funzionato perfettamente senza perdere un colpo. Poi ho lasciato i trigger accesi per diverse ore con il lampo puntato verso di me (anche mentre dormivo!) e... non mi sono mai sentito abbagliare.

Prova egregiamente superata, avrò modo di aggiornare anche in questo caso la recensione con ulteriori esperienze su campo. Per adesso hanno superato di gran lunga i loro pari grado di marche concorrenti.


PROVA DISTANZA

Effettuo questa prova in un prato vicino al lago, zona Arona, a pochi passi dal centro abitato e quindi una zona di certo non esente ai segnali di disturbo wi-fi modulati come già detto alla stessa gamma di frequenza dei trigger (provando a fare una ricerca con il telefono ho trovato una decina di reti w_lan) , la giornata si presenta umida ed in particolar modo la zona scelta è vicino ad un torrente che sbocca sul lago, che ne amplifica l'umidità. Insomma stiamo testando i trigger in una reale condizione su campo.

A questo punto puoi leggere quanto scriverò oppure più semplicemente guardarti il video ed ascoltarlo, per evitare la ripetizione.
 (il video disponibile anche è in full hd, impostalo se vuoi prima della visione)


Quanto scrivo è un riassunto di quello che ho già spiegato nel video, sostanzialmente i trigger sono dati per 100 metri ma hanno funzionato correttamente fino a 60 metri, in quelle condizioni direi che il risultato non è per nulla male.

Ovviamente ho posizionato i flash in modo tale da simulare una condizione più realistica possibile (vedi video) dove la posizione dell'antenna non era di certo ottimizzata per la trasmissione nei confronti della postazione del fotografo, "ma questa è la realtà baby!" e non vogliamo fidarci del tecnico che testa tutto su banco in condizioni di propagazioni che sfidano le leggi della fisica di noi umani... noi siamo fotografi ed il campo di battaglia non presenta di certo sempre condizioni ottimali!

Apro una piccola parentesi, non avendo i trigger un filetto fotografico (piccola pecca) che mi permetta di interfacciarli con la quasi totalità di accessori che di supporto flash/trigger che posseggo, devo studiarmi uno stratagemma, ovvero fissare i flash alle loro basette (fornite con gli speedlite stessi) che posseggono, fortunatamente, dato filetto sulla base, quindi fungono da adattatore tra trigger (attacco a slitta) e supporto / stativo / clamp / gorillapod etc (filetto fotografico = filetto 1/4" Whitworth); piccola mancanza ma subito si trova un economico rimedio, tenente in ogni caso presente nel caso di acquisto.


Trigger posizionati, flash pronti a scattare, prova da vicino reattiva, comincio le varie prove a distanza, il riassunto è, come già detto, un limite di 60 metri massimi, più che sufficienti per coprire le mie esigenze, qualche colpo mancato del trigger posto con "pancia" verso di me (vedi video) ma decisamente i migliori che ho testato fino ad oggi, con una sopredente media di efficienza.

Spostandomi rispetto al trigger che non riceveva ha subito ripreso a funzionare, quindi il problemino dei colpi non andati a segno si possono risolvere con lo spostamento dell'inclinazione stessa del ricevitore, rimettendomi in posizione dove non funzionava ho notato che le ultime prove invece sono andate a buon fine, i piccoli loss sono ampiamente perdonati.

Con il flash posto in posizione scomoda regolavo una ad una le esposizioni e poi potevo fare le regolazioni di fino anche con tutti e tre i flash attivi, senza spostarmi dal punto di inquadratura rischiando di non ritrovarlo (vantaggio 1) senza rischiare di spostare il puntamento dei flash in posizione precaria per modificarne le potenze (vantaggio 2) , anche "solo" per questi due motivi, la regolazione a distanza giustifica questi dispositivi.

Soddisfatto dal risultato sul campo e sulla distanza e riconferma che il set-up remote in manuale è godimento assicurato per il fotografo lampista!


TTL

Non sono amante del TTL, l'ho detto più volte ok... ma l'oggettività finalizzata alla recensione mi impone di fare delle prove, anche se di base li trovo scomodi, sui  rapporti potenza che offre il TTL. Diciamo che arrivavavo, nella prova distanza, a mente chiara sulle potenze da utilizzare. Per chi ha visto il video ho piazzato una luce a destra come key-light, una fill-in a sinistra a circa 1/2 di potenza ed una flashata posteriore di una potenza relativamente bassa.

Con questo set-up fresco mi è stato veloce calcolare i rapporti per il TTL, dove il primo flash sparava ad EV0, il secondo come rapporto era a 1:2 (la metà della key light) ed il terzo a poco più di -2 stop rispetto al primo. Una volta entrati nella logica il risultato arriva, nel mio caso visto lo studio della luce dal set-up manuale precedente è arrivato già al secondo tentativo, ma non è così difficile anche partendo direttametne dal TTL, se ci si fa un pò la mano. Devo ripetere che io userei comunque già da subito in manuale :-)  ?

Vantaggi del TTL: ricalcolo della luce in funzione del variare delle condizioni di luce ambientale, velocità di cambio set-up
Svantaggi del TTL: misurazione dell'esposizione non sempre precisa, meno possibilità creative, la modifica di un canale potrebbe incidere sul valore degli altri

A voi la scelta! I trigger lo supportano brillantemente e la prova era solo su questa funzione, non certo sul giudicare la tecnologia through-the-lens , ognuno di noi sceglierà quella adatta alle nostre esigenze.


Aggiungiamo un aggiornamento dato dall'ultimo set svolto, dove necessitavo di comandare diverse teste flash ed ho potuto fare convivere i vecchi trigger Phottix cn questi nuovi! Installando il vecchio trasmettitore sopra il trasmettitore degli Yongnuo infatti il segnale è stato ripetuto correttamente! I vecchi trigger non supportano ovviamente il comando potenza manuale nè il TTL , quindi ho utilizzato questi dispositivi in aggiunta per comandare le teste flash (tipo Quantuum) che hanno il comando residente a bordo apparecchio. Sono riuscito così ad ottenere un set con ben 8 luci comandate a distanza, di cui 5 con potenza regolabile da remoto ed altre due di maggiore potenza regolate direttamente sulla torcia. Se pensate quindi di acquistare questo tipo di trigger non vendete i vostri attuali in quanto risulteranno ancora compatibili per il lamp flash.

Se invece, sopra il trasmettitore degli YN622C montiamo un altro flash possiamo ottenere un quarto gruppo di potenza comandabile a sè, sia tramite TTL che manualmente, anche combinando il TTL del master con il manuale del wireless... ma andiamo sul complicato e limitiamoci a sapere che è possibile, installare in through un altro flash mantenendo il passaggio dei codici di controllo tra fotocamera e flash.





Alcune funzionalità positive ed alcune limitazioni non necessitano lunghe spiegazioni, quindi mi limiterò ad indicarle nei PRO e CONTRO qui sotto, ad ognuno assegnerò un punteggio positivo e negativo da 0 a 10 valutate voi la validità del prodotto quindi in base punteggio finale:


PUNTI A FAVORE:
- Controllo manuale : +10
- Controllo parabola del flash : +7
- Unità polivalenti che fanno sia da TX che da RX : +8
- Uscita del cavetto sync per unità esterne : +7
- Tasto di prova del flash : +5
- Luce di servo AF integrata ed attiva in ogni unità : +8
- Pile stilo AA intercambiabili con le unità flash: +7
- Supporto funzionalità TTL : +9
- Supporto funzionalità Stroboscopica: +7
-  Comando completo da menù fotocamera: +10
- Supporto di una vasta gamma di fotocamere e flash : +5
- Override parabola del flash se settata on flash: +5
- Possibilità di montare tramite il through un master flash on camera
oppure un altro trigger (!) : +5
- Syncro HSS ad alta velocità fino ad 1/8000: +9
- Selezione canali e gruppi settaggio unità dal menù : +5
- Portata elevata fino a 60mt effettivi: +8
- Supporta step di incremento a 1/3 da 1/1 a 1/128 : +7
- Alta stabilità con i disturbi radio: +5
- 7 diversi canali impostabili: +4
- Consumo testato fino ad oggi realtivamente basso: +8
- Controllo della potenza dei flash in tempo reale da display: +9
-  Chiare indicazioni di sync / rx / tx tramite led : +5




PUNTI CONTRARI
- Le parabole del flash si muovono tutte insieme se comandate da remoto: -2
- Sono un pò ingombranti come dimensioni rispetto ad altri modelli : -1
- Limitata possibilità di disattivare i flash spegnendoli da remoto : -5
- Mancanza del cavetto sync in dotazione : -2
- Mancanza di un filetto di tipo fotografico per fissaggio delle unità : -4
- Impossibilità di attivare flash sulla seconda tendina come promesso: -7
(se qualcuno sa come risolvere ben volentieri cambio la recensione)
- Mancanza porta USB per aggiornamento firmware : -2
- Ghiere di fissaggio non rapide, un pò scomode anche se migliorate
con piccoli intagli che permettono comunque un fissaggio serrato: -4
- Portata non come dichiarata, non arriva a 100mt come promesso : -2
- Qualche mancanza di colpo flash, ma nella norma: -1


Punteggio Complessivo: +123









::: RECENSIONE IN CONTINUO AGGIORNAMENTO :::

Le domande che mi state già scrivendo da un pò di tempo ed alle quali rispondo qui per comodità:

Domanda: Come ti trovi con la funzione XYZ ... hai provato anche a fare XYZ?
Risposta: Sto facendo le prove per voi ed appena pronte le pubblico qui, per favore non chiedetemi di rispondere in privato, se investo tempo per scrivere di la non posso andare avanti qui. Spero possiate comprendere ed attendere :)

Domanda: Dove li hai acquistati?
Risposta: Vi rispondo perchè se qualcuno li vuole prendere già convinto da questa recensione ha un punto di riferimento. Io li ho acquistati da Filippo Sarti, utente Flickr e venditore professionale eBay: http://www.ebay.it/sch/sarti.fotografia.accessori/m.html


Domanda: Quanto li hai pagati?
Risposta: 50€ l'uno . Chi desidera acquistarli direttamente dall'estero per risparmiare qualcosa, al di la del discorso dogana e tempi di spedizione, tenga anche conto del fattore assistenza in caso di problemi e rispedire in questi casi n non è così economico

Domanda: Ci sono per Nikon? Sai quando usciranno?
Risposta: Per adesso no e purtroppo non so quando e se li faranno. Spero di si.

Si ringrazia Elvis per la gentile concessione di alcuni scatti utilizzati in questa inserzione e riporto doverosamente il link alla sua recensione in lingua inglese a questo indirizzo: flashhavoc.com/yn622c_review/ . Dategli uno sguardo, è molto completa e professionale.



giovedì 10 gennaio 2013

Workshop Nude on Billiard II


Arona 9 Febbraio 2013

Strobist
Lingerie
Nude-Art
Sala Biliardo

Alessia (in foto)
El Maui

Ritrattistica Ambientata
Uso Creativo delle Luci


Posti Limitati
Prenota a info@lefotodelmaui.it

















Arona , 9 Febbraio 2013

Costo 70€ per iscritti alla Newsletter , FotoClub Arona, FotoClub Borgomanero
Esterni costo 80€ . Posti Limitati a n.6 iscritti massimo per sessione. 
Prenota il tuo posto il prima possibile, scopri come andando alla fine di questo articolo.


Visto l'esubero di iscritti nella scorsa edizione con la modella internazionale Staisy, riproponiamo l'evento con la conterranea modella Alessia, di madrelingua italiana e quindi di più semplice gestione.

Workshop Fotografico :
questo evento tratta di tecnica di scatto e di illuminazione off-camera (luci posizionate in modo creativo) nella fotografia ambientata, dalla lingerie fino al nudo artistico.


Se vuoi capire meglio di cosa si tratta ecco in breve le componenti della sessione didattica.

Tecnica di scatto Strobist, le basi:
questa tecnica consiste nell'utilizzo di apparati di illuminazione flash portatili alimentati a batteria (forniti, non dovrete portare nulla) comandati dal contatto a caldo (hotshoe)
a guida presente sulla vostra fotocamera (uso dispositivi compatibili con Canon, Nikon, Sony, Pentax ed altre marche). Variando le posizioni delle sorgenti di luce si mirano ad ottenere
risultati creativi sempre differenti, costruiremo insieme lo scatto finale motivando le scelte dello schema luci utilizzato.


Tecnica di scatto Strobist, creatività:
alla tecnica di base si aggiungono strumenti cosidetti "modificatori di luce" quali softbox e beauty dish, gobos e gelatine, atti ad ottenere un risultato ancora più originale 
e personale, vedremo come cambia la luce e cosa si può ottenere con delle piccole modifiche ed accorgimenti essenziali al gear di illuminazione

Scatto on location, la Sala Biliardo:
la ritrattistica può essere già interessante in studio, ma acquista senza dubbio un maggiore mordente se realizzata in ambientazioni interessanti, come può essere appunto
quella scelta per l'occasione, una sala biliardo, cercando di creare un tema di scatto appropriato ed unire la sensualità della modella al mood ricercato. Non ultimo questa 
location è una "palestra" adatta per applicare i posizionamenti delle luci sfruttando sia gli stativi appositi che la strumentazione "a maggior potere adattativo" che ho 
acquistato negli anni, piccoli strumenti di posizionamento luci che fanno in alcuni casi la differenza, all'occasione potremo utilizzarli scoprendone i vantaggi.

Lingerie & Nudo Artistico:
la giornata sarà improntata alla pretesa di realizzare un tema elegante, dalla lingerie ad un nudo che mi piace definire artistico nella forma più personale del termine, dove in funzione del percorso
creativo che andremo ad intraprendere con la modella, potremmo ottenere uno scatto sensuale ma allo stesso tempo raffinato,  soprattutto capire quali sono i passi che caratterizzano questo percorso.
Vi invito a prendere visione dei risultati ottenuti dalla modella e da me a questi link, :
Foto finale con correzione contrasti e colore in Photoshop:
http://www.flickr.com/photos/lefotodelmaui/8199978175/in/photostream (foto moderata, occorre iscrizione gratuita a Flickr)

Alcune foto della sessione lavorate con programmi veloci su iPad :
http://www.modelavenue.it/#/Goodies/Workshop%20Alessia/

Le luci che vedete nelle immagini sono ottenute allo scatto, potete decidere di lavorarle con attenzione, apportando piccole modifiche oppure conservandole direttamente con acquisite, il risultato dovrà già essere soddisfacente.
Proporremo il mio stile fotografico e la sua classe di posa, se vi piace, vi piacerà il workshop

Gestione Modella:
ogni fotografo ha il suo stile, ogni modella ha le sue potenzialità, per chi scatta il risultato fotografico migliore è dato dal sapere gestire le proprie capacità e quelle di ogni componente dello scatto,
da una buona composizione fotografica all'elemento essenziale nella ritrattistica: il soggetto. Ciò che vorrei fosse il più chiaro possibile durante l'evento è scorgere la serie di accorgimenti, compresi quelli piccoli,
che concorrono alla buona riuscita della foto. Gestire nel migliore dei modi la modella, farla sentire "presente" nel vostro scatto è quello che dovremo riuscire ad ottenere, osservando bene quali passaggi
servono per arrivare ad avere un buon feeling fotografico.

Soggetto e Luci:
questo è lo step successivo che fa parte della conoscenza di come lavorano le luci, quindi dopo avere realizzato la composizione, posizionato le luci, gestito il soggetto in funzione del nostro scatto,
andremo ad scolpire il nostro risultato ottimizzando il set ed il soggetto  proprio in funzione del miglior rapporto espositivo fotografico. 
Anche se la foto potrà essere post prodotta, un buon risultato DEVE essere già acquisito allo scatto.

La Bellezza di una Donna nella Fotografia:
mi va di aprire questa doverosa parentesi visto il risultato particolarmente appagante ottenuto con Alessia già alla prima sessione di questa tecnica, dove per risultato parlo non solo della fotografia ma della piacevole giornata.
E' una persona umile e di cui si apprezza la semplicità, con un approccio personale molto positivo e propositivo. Che è una bella ragazza ed ha cura sportiva del suo corpo non è certo un segreto, ma per sottolinearne le qualità positive in fotografia credo serva qualcosa in più di un semplice click. Cosa serve cercheremo di scoprirlo insieme a lei nella giornata  dell'evento, ma quello che mi fa piacere sottolineare è la sua attenzione allo scatto ed il suo approccio che mette il fotografo a proprio agio. Di tutte le modelle brave con le quali ho lavorato, non sempre ho trovato questa dote, particolarmente adatta ad avere rapporti interpersonali con il pubblico fotografico che ha di fronte.
E' una bella persona e portare la sua bellezza di persona nella fotografia sarà il nostro... obiettivo

Bonus : test dal vivo dei trigger YN-622 C . 
Questo innovativo modello permette tecniche di controllo complete anche in funzione manuale dei trasmettitori, li sto testando proprio in questo periodo e per i possessori
di fotocamere Canon (il modello ad oggi in commercio supporta solo le Canon) potranno testare direttamente sul set le proprietà di questi dispositivi. Per chi possiede 
fotocamere di altra marca posseggo trigger compatibili, quindi il workshop è ugualmente possibile. 

Bonus sopresa : modificatori creativi di luce e di ambiente. Sono modificatori a basso costo che creano condizioni di luce ed ambiente particolare, potete vedere qualcosa del 
risultato di questi effetti dal set realizzato con Alessia esattamente nella stessa location dove faremo il workshop, cosa saranno e come li utilizzeremo, imparando al 
meglio le proprietà della luce, le distanze e le posizioni... è una sorpresa riservata ai partecipanti!

Il workshop prevede una sessione di mezza giornata, durata didattica/scatto 4h con piccolo break a metà sessione. L'evento, per garantire il massimo della comprensibilità
delle spiegazioni ed essere seguiti a dovere, sarà a numero chiuso, 6 persone per ogni sessione. Le prime prenotazioni saranno per la sessione pomeridiana (ore 14:30 - 18:30) 
, le prenotazioni successive andranno alla sessione mattutina che si svolgerà dalle ore 9 alle ore 13. 

Il costo del workshop è di €70 per le seguenti categorie: iscritti alla mia Newsletter / iscritti ai seguenti Fotoclub : FotoClub Arona | FotoClub Borgomanero | Fotofficina
Il costo per esterni è di €80

Alcune delle domande più comuni dei passati workshop di Strobist & Nudo Artistico on Location:

D: Serve una preparazione di base per partecipare a questo workshop?
R: Conoscenza della tua fotocamera e dei suoi comandi. Verrà utilizzata sempre in modalità manuale e tutti i dati di scatto ti saranno forniti dal docente.
Possono quindi partecipare sia dei livelli base che avanzati.

D: La mia fotocamera è compatibile con i tuoi trigger/trasmettitore?
R: Quasi certamente si, se sei nel dubbio scrivimi in privato quale fotocamera possiedi

D: Cosa devo portare il giorno del workshop?
R: La tua fotocamera e basta. Trasmettitori, modificatori, eventuale treppiede e supporto se necessario sarà fornito.

D: Quale lente mi consigli di portare?
R: A seconda delle soluzioni creative che studieremo potrà essere necessario un grandangolo oppure delle classiche lenti da ritratto. La location, viste le passate
esperienze, si offre per lunghezze focali dal 20mm fino al 100mm (35mm equivalente, se usi fotocamere APS-C l'equivalente è circa dai 10mm ai 60mm, questo è indicativo e varia
in funzione del tuo stile)

D: Posso pubblicare le foto ottenute al workshop?
R: Le foto realizzate in linea con il tema di eleganza proposto nel workshop saranno pubblicabili con liberatoria ad uso non commerciale. 
Per motivi di garbo nei confronti della modella sarà lei stessa a prendere visione delle foto di nudo prima della firma della liberatoria.

D: Se non capisco come impostare i flash, la fotocamera in manuale, gestire le luci perchè non l'ho mai fatto, riesco comunque a partecipare?
R: Sono li apposta! Se durante la tua fase di scatto hai necessità di un supporto aggiuntivo, per qualsiasi motivo o domanda, sarai seguito/a a dovere.

D: Come posso prenotare ed assicurarmi il mio posto al Workshop?
R: Devi inviare richiesta a info@lefotodelmaui.it anticipando i tuoi dati Nome Cognome Indirizzo Codice Fiscale, ti verranno inviati gli estremi per il bonifico.

Importante: il posto si intende confermato solo quando si riceverà il ticket con numero di prenotazione, fondamentale da presentare al workshop per avere diritto all'ingresso.




venerdì 21 dicembre 2012

Strobist & 3D. Cos'è la Fotografia?



Non lo so cosa è la Fotografia. Posso dirvi quello che è per me la Fotografia. E' un insieme di strumenti che armoniosamente miscelati con creatività ed estro artistico riescono a produrre un' immagine finale che dia, prima di tutto a noi, emozioni.

Quando con la nostra immagine riusciamo a trasmettere un messaggio anche ad altre persone allora abbiamo creato una forma artistica di comunicazione, capace di far vibrare le corde di chi osserva, producendo sensazioni nuove e soggettive in ognuno di noi. Questa fantastica passione, per alcuni un lavoro, per altri anche un'arte è realizzabile con molti strumenti, con la fotocamera per catturare la luce riflessa dal mondo, con gli strumenti di post produzione, attraverso una serie di passaggi, oppure attraverso la distorsione del mondo che crea l'ottica fotografica, la digitalizzazione del sensore e del processore della macchina stessa, la nostra capacità di operare scelte creative in fase di postworking.

[MAKING OF]


 Alcuni di noi prestano attenzione anche alla realizzazione pratica del proprio "set" con la cura per i soggetti che andremo ad inquadrare, modificando quindi oggetti, soggetti, utilizzando make up e soprattutto gestendone ed aggiungendo luci alla scena. Tutto questo percorso è assimilabile in quello che io definisco "concetto di scatto" , un vero e proprio studio che nasce nella testa di chi poi dirigerà la scena, aiutato con sinergia dai suoi collaboratori. Ogni elemento è fondamentale, come ogni passaggio anche se quello che si apprezza sarà sempre e comunque il risultato finale, per chi invece ha un occhio più attento e strumenti di lettura più approfonditi, potrà maggiormente apprezzare il risultato proprio grazie alla conoscenza del percorso stesso che ha portato al risultato, come capita osservando i contenuti speciali "making of" dei nostri film preferiti.

Condannare invece un risultato in funzione del solo percorso trovo non abbia per nulla senso. Come non hanno senso tutti quei discorsi che mirano a smontare un' opera, qualunque essa sia ed in qualunque campo si concretizzi, in funzione di cosa si è fatto per arrivare al risultato . Semplicemente si tratta di gusti, può piacere o meno, nel caso in cui piaccia è interessante, per chi apprezza, scoprire cosa ci sta dietro, nel caso in cui non piaccia, semplicemente non ha alcun senso interessarsi, quanto denigrare.


Se entro in un buon ristorante può essere che, se mi piace il cibo, io chieda allo chef di darmi delle dritte su come realizzarlo; se in quel ristorante non mi piace il cibo, ma molta gente vi si reca e ne esce soddisfatta, non sarebbe stupido affermare per esempio "Per forza che in quel ristorante si mangia bene, usano fornelli elettrici anzichè a gas e mettono in ogni pietanza degli insaporitori" ? Se quel tipo di percorso limita nell'apprezzarne il risultato, per definizione, è chi non può godere del risultato ad essere... limitato. Credete?

Così come condannarne la buona cucina di quel ristorante a causa della strada tortuosa da percorrere avrebbe poco senso, si può decidere che la strada è troppo impegnativa per noi ed andare altrove, ma non per questo screditarne le pietanze. Spero che il paragone culinario sia stato chiaro e di solito quando si parla di cucina ci sono meno... dissapori.


[CREATIVE WORKFLOW]


Bene, questa lunga ma doverosa premessa per dire che, ieri più che in ogni altra occasione, ho avuto modo di prendere parte ad un Evento, in qualità di docente per la sezione "acquisizione di scatto con tecnica strobist" , dove ogni partecipante ha saputo scegliere un tipo di didattica che mi piace oggi chiamare "innovativa" , ovvero quella didattica che pur utilizzando mezzi all'avanguardia permette di esprimere comunque concetti ed emozioni semplici, personali, in qualsiasi forma l'artista, non più solo "il fotografo" , desideri sviluppare la propria immaginazione creativa.


Sono fermamente convinto che vincolare nella figura di "fotografo" , che sottointende nella maggior parte dei casi "la persona che scatta la foto" , sia riduttivo in alcuni casi, se pensate al percorso articolato di cui ho fatto accenno sopra. Se lo si definisce "artista" alcuni pensano che si "spari in alto" , allora non definiamolo, rimaniamo persone semplici ma che non scattano semplici fotografie, piuttosto che le studiano, ne curano i più piccoli dettagli, le fanno crescere con il loro team, le sanno evolvere fino al risultato finale e soprattutto le vivono... tutto questo non si limita ad un semplice, seppur studiato e per nulla facile a volte, click.


[TALENTS & LOCATION]



Il percorso scelto nella giornata di ieri è stato quello di utilizzare una location interessante, una parte del The Hub Hotel di Milano, dove ricreare uno scatto di ritrattistica ambientato. Sfruttando le potenzialità tridimensionali della scena abbiamo iniziato con il misurare la luce ambiente facendo nascere lo scatto nella nostra testa, ancora prima che nella fotocamera, quindi scegliendo tra le modelle che conosciamo quella più adatta a vestire i panni del soggetto che ci serve, interpretando le idee che avevamo in mente, grazie ad un giusto feeling comunicativo. Qui entra in gioco Jessica "aka" Olympia Evergreen che grazie alla sua esperienza si è dimostrata ricettiva da subito agli input che le si comunicavano, permettendo di creare una scena soddisfacente, in simbiosi con le linee compositive naturalmente presenti nell'ambiente e nei suoi complementi d'arredo.


Una volta realizzata la composizione che ci soddisfaceva, provandone diverse soluzioni, il tutto a luce naturale, possiamo pensare di iniziare ad inserire delle luci esterne con finalità creativa ed è già dalle prime luci, controllandone i "crop" (dettagli) sul viso di Jessica, che si nota l'intervento di un'altra importante figura: la truccatrice o come più spesso oggi la si definisce, la "make up artist" . Artista? Certo! E' un'arte comprendere quali sono le caratteristiche del viso della modella, sapere gestire gli strumenti necessari per farne risaltare al meglio le qualità positive e vestire il suo volto in funzione del risultato finale che dallo scatto si desidera ottenere. Capacità che non sono mancate all'abile Sara "Stilo" Tilotta. Quando, mentre scatti ed osservi i dettagli, ti accorgi che utilizzando il giusto modificatore di luce, magari dei softbox come nel nostro caso, la pelle della modella risulta già gradevolmente morbida pur mantenendo il giusto dettaglio, valorizzando così magari delle lenti performanti, capisci che il lavoro del trucco ti ha fatto risparmiare tempo in post produzione e ti permette da subito di avere una preview su quale sarà il risultato finale, mica cosa da poco conto!


[STROBIST LIGHT PLUS-VALUE]


Allo stesso modo le luci, se sapientemente gestite possono illuminare il soggetto, la scena, far risaltare le curve, la tridimensionalità e la capacità interpretativa del soggetto, così come il suo vestito, i capelli, gli occhi, tutti particolari che nel lavoro di ieri hanno concorso ad ottenere un risultato finale di scatto che permettesse di enfatizzare le attenzioni poste alla creazione dello scatto stesso.


La fotografia è luce, lo sapete ed è fondamentale capirlo, ancora prima di dare importanza all'acquisto di corpi macchina importanti, lenti costose e performanti. Uno studio di illuminazione, sia essa naturale o artificiale, andrebbe sempre operato al fine di ottenere un risultato davvero in linea con le nostre aspettative.


Quante volte avete sentito dire che, non solo i ritratti, ma anche i paesaggi, hanno più mordente se ripresi al tramonto, all'alba, durante la famosa "ora blu"... cosa cambia nel soggetto rispetto a diverse ore del giorno? Solamente l'illuminazione!


E' un "solamente" grande come il mondo, in fotografia, perchè cambiando quella variabile cambia con essa la tridimensionalità, la profondità, l'incisione della luce, quindi anche delle ombre e con loro il completo significato dello scatto; con una gestione corretta delle luci si può abbellire come imbruttire un soggetto (occhiaie sotto il viso invece di una morbida sottolineatura di due belle guance) , snellire od ingrassare, creare contesti e significati diametralmente opposti.


Chi ha partecipato al workshop del 16 dicembre 2012 ha vissuto in prima persona la costruzione di questi particolari, con l'utilizzo di quattro differenti sorgenti luminose, comprendendone il motivo pratico, di lettura immagine e creativo che ognuna di essa rappresentava.


Ma non è stato proposto solo questo, anche se il percorso di ritrattistica ambientata ha permesso di ottenere un valido scatto già in fase di acquisizione, ovvero senza alcuna modifica successiva in post produzione, la singolarità dell'evento di ieri è andata ben oltre.


[HIGH END 3D ENHANCED]


Se fino a questo punto ho partecipato in maniera attiva, componendo la scena, motivandone le scelte, coadiuvato dal collega Fotografo e Post Produttore Raffaele Ingegno in veste dapprima di "illuminotecnico" , da questo momento in poi, quando lo scatto poteva comunque considerarsi già ultimato, inizia il secondo e singolare cuore di questo evento.


Abbiamo detto che il risultato finale ci piace sia valutato in quanto tale e non solo in funzione dei mezzi, abbiamo detto che abbiamo ospitato dei partecipanti con una mente decisamente aperta da sfruttare ogni risorsa siano capaci di gestire, siamo quindi pronti ad aggiungere una nuova, fantastica, intrigante ed incredibilmente potente risorsa al nostro "gear" fotografico: la creazione e l'implementazione di oggetti ed ambienti 3D.


[3D Media Envolving]


Senza dilungarci troppo su quello che è il mondo 3D basti sapere che in questi ultimi anni ha fatto dei passi da gigante per quanto riguarda il fotorealismo. Nel cinema 3D con le sue diverse forme può essere dichiaratamente di "animazione" (lo spettatore si accorge dell'esistenza di un lavoro in post produzione, di fantasia) oppure ricostruire interamente tramite computer ambienti e personaggi reali, senza che lo spettatore si accorga od avverta questo genere di artificio. A solo titolo di esempio il film Titanic è stato girato con poche comparse, le centinaia di persone che si vedono sono generate in computer grafica, così come i loro vestiti, la serie de "il Signore degli Anelli" vede i suoi fantastici scenari creati con un livello di fotorealismo che rende credibile l'esistenza di luoghi che il nostro cervello sa bene non essere possibile, potremmo portare molti altri esempi, tra cui sicuramente film dei quali alcuni di voi nemmeno si sono accorti siano stati creati da computer grafica.


E' su questo tema che ci siamo concentrati nella seconda parte del workshop, con due finalità ben distinte, scelte tra quelle che possono essere le due applicazioni più in uso ed anche soddisfacenti da realizzare: inserire dei complementi 3D, quindi oggetti o parti di scena, in scatti realizzati già ultimati, come il nostro primo nella sessione del mattino, ed inserire soggetti/oggetti reali, in scene virtuali 3D, interamente realizzate in computer grafica.


[Workflow Proprietario]


Per fare questo entra in gioco, in qualità di docente, una figura decisamente interessante, che con un know-how di spessore nel mondo 3D, aggiunge e completa la sua esperienza proprio come fotografo, conoscitore del mondo di illuminazione "reale": Raffaele Ingegno.


Raffaele ha seguito la sessione di scatti mattutina, operando dei rilevamenti di posizione, potenza e angolazione delle luci, così come della modella e della fotocamera per poter poi ricreare virtualmente l'ambiente, in quanto a prospettiva ed illuminazione esattamente così come è stato scattato!


Mi spiego meglio: grazie ai suoi rilevamenti ci assicura di poter reinserire nella scena virtuale la stessa illuminazione che ho creato in modo creativo con i flash e tecnica lampista, oltre a riproporre il mio stesso punto di ripresa e la luce naturale eventualmente presente in ambiente. Armato di metro e soprattutto sapienza di lettura scena, lo abbiamo osservato prendere le misure, curiosi e speranzosi che questa promessa venga mantenuta nella sessione pomeridiana.


Non solo, durante una seconda parte di scatto mattutina, abbiamo voluto dedicarci all'altra entusiasmante soluzione: inserire la modella in un contesto 3D nativo.


[Coerenza 3D Realtà di Illuminazione]


Raffaele ed io abbiamo ricreato lo stesso set di luci presente nella scena 3D ( ovviamente questo set di luci può essere modificato in ambiente 3D, ma semplicemente a fine didattico, per poter mantenere coerenza con la scena scelta, si è deciso il percorso inverso rispetto a quello precedente) , utilizzando dei flash Quantuum sul soggetto, degli Speedlight Canon sullo sfondo, un modificatore tipo "beauty dish" per ottenere una luce principale dura e ricostruendo le posizioni di luce che abbiamo già trovato nell'ambiente virtuale, ben sapendo che questo ambiente ci concederà comunque quella flessibilità per poter far collimare con precisione la luce virtuale da quella reale.


[Il Software]


La potenzialità del programma scelto per realizzare il 3D sono enormi, basti pensare che si tratta di uno dei programmi utilizzati proprio da case di animazione come la Pixar e la I.L.M. (Industrial Light & Magic) e verrebbe da pensare che programmi del genere siano enormemente più complessi di altri come Photoshop oppure dei più semplici Lightroom. Sarebbe una bugia dire che non lo siano, ma lo stupore mio e, ce lo diranno, dei presenti è stato quello di trovare da subito comprensibile quanto veniva spiegato in funzione dell'utilizzo che noi dovevamo farne per inserire, dapprima degli oggetti nella scena esistente e poi la modella nella scena 3D già presente.


Come al solito credo che un buon professionista, capace di grandi risultati, non sia per forze di cose un buon maestro, insegnare è un'arte e trasmettere concetti che possono essere (o apparire!) complicati in una forma chiara, semplice, diretta non è da tutti.


Della parte del pomeriggio, dove ho vestito i panni di consulente in merito ai set della mattina ma soprattutto di allievo, di fronte alle spiegazioni di Raffaele, posso tranquillamente esprimere un parere con gli occhi di chi non conosceva quel mondo, almeno non dalla parte della sua realizzazione e dirvi cosa in una sola giornata è arrivato a me, che non mi ero mai prodigato nel gestire un programma di tale levatura.


Siccome il riscontro che vi porto è quello si di un allievo neofita del 3D, ma anche di uno degli organizzatori, mi farà piacere se anche qualcuno degli allievi avesse la voglia di esprimersi in merito a quello che il Workshop ha rappresentato per loro.


[Feedback e Considerazioni]


Da parte mia ho trovato chiari i passaggi, che sono stati tutti descritti minuziosamente, dopo una ampia ed esaustiva premessa su quello che è il mondo 3D e quali erano le finalità della lezione, e riassunti alla fine di ogni sessione, ricordando con precisione e chiarezza quali sono i passaggi essenziali e completando le incertezze con rapide, semplici ed esplicative risposte che Raffaele ha saputo dare ad ogni domanda.


Nello specifico ho apprezzato l'umiltà durante la spiegazione, che con l'esperienza di una persona davvero matura, sia a livello personale che fotografico, non ha colto occasione solo per dimostrare la sua bravura, ma per fare davvero quello che il pubblico a mio avviso si aspettava: veicolare quali sono i passaggi essenziali per ottenere il risultato. Specificando che il programma utilizzato presenta si delle potenzialità ben maggiori, ma imparando lo stretto necessario per ottenere il nostro obiettivo è più facile non confondersi, specialmente per chi alle prime armi ed ottenere riproponendo i passaggi da lui suggeriti, il risultato in maniera autonoma.


A questo si vanno ad integrare ulteriori informazioni, risposte alle domande più specifiche dei partecipanti, mirate a dettagli del programma non così "necessari" al nostro fine ma alle quali Raffaele ha saputo motivare il perchè si debba trascurare quei settaggi, spiegandone comunque le funzionalità.


[Conclusioni]


Bene, quello che mi sembrava un programma così complesso, ora mi sembra, come proprio una partecipante ha definito a fine corso, " più amichevole" ,  di certo non sono ai suoi livelli con mezza giornata di didattica ma ho raggiunto le seguenti finalità: conoscenza dell'argomento e delle sue potenzialità, compreso cosa di debba fare per ricreare da zero quanto promesso ad inizio corso. Non sarà facile le prime volte, magari mi dimenticherò della sintassi dei passaggi, di cui sarebbe utile prendere nota come hanno fatto i corsisti, ma ho visto che in quel modo è possibile: wow!


Location fantastiche che ora possono essere mie, oggetti nuovi da aggiungere alla scena ed il tutto in un contesto di definizione, dettagli, prospettiva, completamente credibili e realistici.


Raffaele è uno dei pochi fotografi Italiani, l'unico a dire il vero che io conosca, ad avere deciso di creare il connubio tra la fotografia reale e quella virtuale, utilizzando un metodo maturato in modo del tutto personale, in questo evento ci ha permesso di capire che il programma virtuale ha molti agganci strettamente vicini al mondo della fotografia, proprio per riprodurre con una elevata garanzia di realtà quello che sarà il risultato finale.

A corollario della giornata didattica altre figure fondamentali e verso le quali vanno i nostri più sentiti ringraziamenti sono:

  • Nicola Riotti in veste di aiutante tecnico luci, questa figura ha un ruolo essenziale nei set strobist, mi verrebbe da dire che potrebbe farlo chiunque... ma più sinceramente vi dirò che può farlo chiunque abbia un minimo di conoscenza di questa tecnica, in quanto una piccola modifica può fare una grande differenza, quindi risulta questa una figura essenziale e che fa la differenza.
  • Mario Mondini in qualità di operatore video, le riprese possono mostrare a chi non ha partecipato di cosa si trattava ma ancora più utile è la funzione di riguardare da parte degli stessi oranizzatori cosa è successo da un punto di vista esterno, perchè mentre si è concentrati a produrre lo scatto e spiegare di certo ci si perdono dettagli. Osservarsi da un occhio diverso aiuta a migliorarsi, quando quell'occhio è attento a scovarne in dettagli aiuta a rivivere la scena nel modo migliore.
  • Fabrizio Vecchiarelli "last but not least" come si dice, ultimo ma non per importanza, in qualità di "ragazzo della modella" e verrebbe da pensare che non sia importante citarlo nei crediti, invece tutt'altro, inanzitutto perchè ogni componente presente nel team, con qualsiasi funzione, determina in piccola o grande parte il risultato, sia negativo che positivo, non è da pensare mai il contrario, e soprattutto perchè Fabrizio si è reso parte attiva nella logistica e nel fondamentale supporto alla modella che così ha potuto risultare più distesa e serena.

A titolo riassuntivo, specialmente per chi non ha potuto esserci, ecco qui elencati quelli che sono stati i passaggi creativi eseguiti durante la giornata:

Sessione Acquisizione Scatti & Tecnica Strobist (mattina)


--- Primo Scatto Ambientato per implementazione oggetti tridimensionali fotorealistici
- Studio della location
- Composizione della scena senza e con modella
- Studio della luce naturale
- Aggiunta della luce principale e modificatore
- Aggiunta una per volta delle luci creative e motivazioni d'utilizzo
- Gestione della modella
- Gestione prospettiva finale
- Analisi e rilievo dimensionale del set e delle fonti di illuminazione utilizzate

--- Secondo Scatto per Scontorno ed inserimento in scena 3D
- Analisi delle reference di progetto
- Creazione illuminotecnica parallela
- Gestione della modella in funzione dell'inserimento in scena
- Creazione del set illuminotecnico con modella in posa
- Utilizzo di accessori per facilitare il lavoro di separazione del soggetto dal contesto
- Taratura della prospettiva fotografica finale


Sessione di Produzione 3D (pomeriggio)

- Introduzione su 3D scopi ed utilità
- Panoramica generale del software utilizzato e sezioni di produttività
- Overview strumenti principali del programma, che verranno utilizzati
- Analisi di alcune scene realizzate e metodologia del flusso di produzione
- Modellazione: strumenti e creazione di un modello 3D elementare
- Illuminazione: analisi delle fonti luminose e creazione di una fonte
- Texturing: introduzione all'uso dei materiali, valutazione delle proprietà ed editor degli stessi
- Rendering: introduzione all'engine di calcolo alternativo, vantaggi e motivazioni dell'uso di Mental ray, V-ray e Maxwell render
- Utilizzo della camera fisica
- Indicazione alla reperibilità di scene preconfezionate da poter utilizzare e rieditare con i concetti appresi
- Domande e spunti su ciò che è stato dettagliato
Primo Scatto Ambientato - Post Work 3D
- Preparazione ed inserimento della scena fotografata all'interno del programma ed elaborazione del modello in funzione degli spazi e delle luci rilevate
- Allineamento con l'ambiente 3D, della fotografia, delle luci utilizzate e dei parametri di scatto.
- Utilizzo di funzionalità per la corretta resa di ombre e luci che siano perfettamente coincidenti con lo scatto
- Valutazione di luci ed oggetti 3d che simulanoo la funzionalità di accessori ai lampeggiatori flash o l'utilizzo di griglie e pannelli
- Parametri di output del rendering e dell'immagine risultante.
- Composizione in post produzione della foto realizzata e del rendering ottenuto.
- Calibrazione finale della temperatura di colore, della profondità di campo e degli effetti di sfocatura
Secondo scatto con modella in ambiente 3D
- Analisi e scelta della scena da utilizzare in base al progetto e allo scatto realizzato
- Modifiche della scena 3D per ottenere ciò che si è progettato
- Preparazione della texture dallo scatto realizzato e creazione di immagine con canale alpha
- Parametrizzazione del rendering, delle luci e della camera fisica.
- Impostazioni di output della scena e splittaggio dei canali di rendering
- Post produzione del rendering ottenuto per generare l'immagine definitiva


Speranzosi di aver offerto una giornata piacevole a tutti i partecipanti ci auguriamo si possa ripetere nuovamente con allievi altrettanto interessanti.

Questo spazio è stato creato anche e soprattutto per ricevere i vostri pensieri, feedback e qualsiasi domanda possa riguardare l'evento, compreso il supporto tecnico che offriamo a chi ha partecipato. Utilizzate tranquillamente questo post come una bacheca dove poter scrivere tutte le domande che desiderate.

Un cordiale saluto, Maui e tutto il Team elencato sopra.